Le migliori fotocamere bridge

Le fotocamere bridge possono essere considerate come l’elemento di congiunzione tra le reflex e le compatte.

La parola stessa “bridge” (ponte, in inglese) rende bene l’idea..

La fotocamera bridge è pensata per chi non si senta più un principiante alle prime armi (che di solito tende a preferire una compatta), ma allo stesso tempo non se la sente ancora di comprare una reflex.

Quindi, se anche tu ti ritrovi in questo scenario, qui potrai trovare la migliore alternativa alla tua compatta.

Iniziamo subito con l’analizzare quali sono le reali caratteristiche che differenziano una bridge da una reflex.

Fotocamera Bridge: caratteristiche

Iniziamo con il dire che le fotocamere bridge si caratterizzano per due elementi chiave: da un lato mantengono un ingombro e un peso relativamente contenuti; dall’altro, grazie alla dotazione di lenti zoom ad ampia escursione focale, sono adatte agli usi più disparati.

Lo zoom è forse la caratteristica più peculiare delle fotocamere bridge: tutte le bridge sono infatti caratterizzate da una ampia escursione focale. Non per nulla infatti, queste fotocamere vendono anche definite “super-zoom“.

La focale può andare da grandangolare fino a medio-teleobiettivo o anche super-teleobiettivo.

Fino ad arrivare a modelli estremi con zoom che raggiungono gli 800 mm, come per esempio la Canon Powershot SX540HS. 

Il contraltare è che, per definizione, l’obiettivo delle macchine fotografiche bridge non è mai intercambiabile, il che pone dei limiti invalicabili alla intrinseca qualità dell’immagine che possono produrre.

All’osservazione le bridge assomigliano molto a delle reflex, tanto che a un occhio inesperto possono apparire indistinguibili dalle cugine di rango superiore: hanno forma simile e la loro conformazione è ergonomica, proprio come quella delle reflex. La differenza maggiore è che appaiono visibilmente più piccole, meno ingombranti e più maneggevoli, soprattutto rispetto ai modelli di reflex pro o semi-pro.

Anche il peso, essendo più piccole, è inferiore a quello di molte reflex. Di solito si aggira tra i 300 gr e i 900 grammi. Questo ovviamente si traduce in un tangibile vantaggio in termini di maneggevolezza e portabilità.

Al pari delle dimensioni della fotocamera, anche il sensore della tipica macchina bridge è più piccolo normalmente di quello di una reflex. Infatti, esistono modelli dotati di sensori 2/3, e 4/3 (perciò piccoli) o, al massimo, da 1 pollice (più ampi).

La dimensione del sensore condiziona inevitabilmente anche la risoluzione complessiva della fotocamera e la superficie dei pixel che in esso sono contenuti.

Detto in termini più generali, devi considerare che a parità di megapixel un sensore più grande cattura meglio la luce, questo perché ogni singolo pixel è di dimensioni maggiori, e dunque ha una maggiore capacità di raccogliere la luce disponibile.

Questo significa che in condizioni di scarsa luminosità inevitabilmente emergono alcuni degli svantaggi delle fotocamere con sensore piccolo, dovuti alle dimensioni ridotte dei loro pixel.

In questo ovviamente le bridge non possono competere con le fotocamere reflex, per limiti di dimensioni del sensore.

Perché scegliere una fotocamera bridge

Come dice lo stesso nome, la fotocamera bridge si pone come  ponte tra le compatte e le reflex, cercando di accontentare un po’ tutti:

  • Chi inizia, perché si trova nella condizione di poter usare modalità di scatto automatiche e semi-automatiche
  • Chi invece è già a un livello più avanzato, perché può usare la fotocamera in modalità manuale in modo da avere il controllo completo della situazione.

Quindi, se non ti accontenti più della tua point&shot, ma allo stesso tempo non ti senti pronto a fare il salto verso il mondo delle reflex o delle mirrorless a obiettivi intercambiabili, la scelta di una fotocamera bridge potrebbe essere quella che fa per te.

In queste pagine troverai i modelli più performanti che puoi trovare oggi sul mercato.

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